È in onda dal 19 febbraio la nuova edizione di “Affari tuoi” (Rai1, ore 20.35), quiz quotidiano presentato da Max Giusti. Il quale funziona molto di più come imitatore che come presentatore, ma non è questo il punto debole della trasmissione.
Il collaudato meccanismo si basa sulla scelta del pacco giusto da parte del concorrente, che può vincere un montepremi fino a 1.000.000 di euro contando soltanto su intuito e sulla fortuna. Non è richiesta alcuna abilità ulteriore, nemmeno quella spruzzata di “cultura generale” che in altri quiz conferisce almeno una parvenza di merito all’eventuale vincita.
Il gioco a premi di Rai1 ha un suo seguito: l’idea di poter vincere una somma di denaro senza impegno e in virtù soltanto della buona sorte è di quelle che fanno breccia nell’animo italico. Di fatto, è un “gioco d’azzardo” e – nonostante il successo ottenuto – è discutibile la mancata corrispondenza fra la difficoltà della prova e la vincita potenziale.
La “Carta dell’informazione e della programmazione a garanzia degli utenti e degli operatori del Servizio pubblico” del 1995 fissa per la Rai alcune regole. Fra queste, le seguenti: “I programmi a premio pubblicizzeranno i criteri di scelta dei concorrenti e affideranno la scelta a organi che garantiscano la credibilità della sorte. L’ammontare dei premi singoli non dovrà essere esagerato e dovrà avere un rapporto con la difficoltà dei giochi. Trasmissioni con molti vincitori e con premi modici sono più compatibili con lo spirito del Servizio pubblico di trasmissioni con pochi vincitori e con premi maggiori”. Appunto…
Un articolo critico di monsignor Antonio Livi sul priore della ComunitĂ di Bose ha provocato una dura reazione del direttore del quotidiano Avvenire, e quindi un dibattito acceso con interventi del direttore di BQ, dello stesso Enzo Bianchi e ancora di Antonio Livi. In questo dossier tutti gli interventi, incluse le numerose lettere di solidarietĂ a mosnignor Livi e a BQ.
SolidarietĂ e grazie ad Antonio Livi
Sul caso Enzo Bianchi e il dibattito innescato dall'articolo di monsignor Antonio Livi sulla Bussola Quotidiana, sono arrivate in redazione numerose lettere di solidarietà, di cui pubblichiamo una selezione.
CONTROVENTO
a cura di Riccardo Cascioli Vacanze
Dopo il disastro della Costa Concordia, adesso anche la Costa Allegra alla deriva. Per l'estate...
APPROPRIAZIONE INDEBITA
“La comunità internazionale deve aiutarci a demarcare il confine tra Sudan e Sud Sudan” dice l’Arcivescovo di Juba
“La situazione non è tranquilla. La popolazione è molto preoccupata per quello che sta accedendo al confine” dice all’Agenzia Fides mons. Paulino Lukudu Loro, arcivescovo di Juba, capitale del Sud Sudan. E il presidente del Nord Omar al Bashir risponde: "Nessun negoziato con questa gente (i dirigenti del sud, ndr). Con loro negoziamo solo con fucili e proiettili".
di Robi Ronza Il male non è una malattia
Pazzo o sano di mente? Si può essere sani di mente e compiere stragi incomprensibili? Il caso giudiziario di Anders Breivik, l'uomo che in Norvegia lo scorso luglio massacrò 77 persone, sta alimentando un dibattito che mette in crisi la cultura dominante.
OCCHIO ALLA TV
L'uomo che incastrò la mafia
Trent’anni fa moriva Pio La Torre, ucciso dalla mafia in un agguato a Palermo. La sua storia è stata ripercorsa da Giovanni Minoli nell’ultima puntata di “La Storia siamo noi”. trasmissione i cui punti di forza sono l’approccio documentale e le testimonianze dirette dei protagonisti.
Intervista al ricercatore ungherese András Fejerdy, oggi a Roma per un convegno dedicato alla Chiesa nell'est europeo sotto il regime. Dichiara a tempi.it: «Volevamo una nuova Costituzione già dagli anni '90».