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IL CASO
Greene
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non vinse il Nobel
Ecco perché Greene non vinse il Nobel

di Francesco Saverio Alonzo
24-02-2012


da Stoccolma


Povero Graham Greene, per quasi venti anni candidato, dato per favorito, ma mai premiato con il “Nobel” per la letteratura! A cinquant’anni di distanza, viene finalmente tolto il segreto ai protocolli dell’Accademia di Svezia e si apprende così che il grande scrittore inglese nel 1961 fu vicinissimo ad essere laureato con il massimo riconoscimento letterario mondiale, battuto d’un soffio dallo jugoslavo Ivo Andric, fra la sorpresa generale di tutti coloro che lo avevano dato per sicuro vincitore.

L’esclusione di Greene, che era stato incluso nella rosa dei candidati sin dal 1948, fu allora motivata con la constatazione, riassunta dall’allora segretario permanente dell’Accademia di Svezia, Anders Österling, che «la sua produzione letteraria piú rilevante apparteneva ormai ad un’epoca sorpassata». Molti anni dopo, il nuovo segretario permanente, Lars Gyllensten, mi confessò invece che, secondo un criterio imperante in seno all’Accademia, non si erano voluti premiare scrittori valenti e famosi quali Graham Greene e Karen Blixen, finiti rispettivamente al secondo e al terzo posto, semplicemente perché costoro avevano già accumulato cospicue fortune con i diritti letterari e cinematografici, preferendo assegnare il grosso assegno del premio ad autore “povero” come Ivo Andric. Ambienti vicini all’Accademia insinuarono però a lungo che si era voluto punire Graham perché in due diverse occasioni si sarebbe lasciato sfuggire giudizi quali: «Il Nobel è un premio anticristiano» e «Posso fare a meno del Nobel perché non ne ho bisogno», irritando la suscettibilità degli accademici di Stoccolma.

Se ne deduce, quindi, che nemmeno dall’apertura dei protocolli segreti emerge tutta la verità sui motivi che fecero negare il Nobel a certi scrittori che lo avrebbero meritato. Prendiamo, ad esempio, il nostro Alberto Moravia. Egli era incluso nella terna finalista per l’assegnazione del Nobel nel 1958 insieme con la danese Karen Blixen ed il sovietico Boris Pasternak. Ma il solito Anders Österling, che l’anno prima aveva definito l’opera di Pasternak molto inferiore a quella dello spagnolo Jimenez, aveva nel frattempo letto Il dottor Zjivago in italiano, rimanendone affascinato e decretando che in quel libro Pasternak si rivelava «uno degli autori piú importanti del tempo grazie alla sua audace dinamica e alla sua raffinatezza artistica». Moravia fu invece liquidato con la dichiarazione, rilasciata da Österling, che «i romanzi dell’autore italiano sono permeati di spirito pornografico». Ma neanche in questo caso le rivelazioni uscenti dagli archivi dell’Accademia rispecchiano la realtà.

In effetti
, Österling non volle premiare Moravia nel 1958 perché aveva già nella manica un altro asso della nostra letteratura, Salvatore Quasimodo, di cui aveva tradotto in svedese l’opera poetica e che riuscì infatti a far premiare nel 1959. In quel caso, il buon Quasimodo si trovò di fronte niente meno che il popolarissimo John Ronald Reuel Tolkien il cui Signore degli anelli stava avendo un successo mondiale senza precedenti. Ma Österling scrive, nei protocolli resi pubblici che «questo autore di romanzi che reinventano leggende medievali non raggiungeva, con la sua prosa, una qualità letterariamente eccelsa». E Tolkien, che era quasi sicuro della vittoria, ci restò talmente male che pregò l’Accademia di Svezia di non includerlo piú della rosa dei candidati.

Per quanto riguarda il principio di non premiare coloro che avevano già ricevuto alti riconoscimenti letterari e che erano già diventati ricchi scrivendo, esso fu rispettato nel caso di Ernest Hemingway che ottenne il Nobel per Il vecchio e il mare nel 1954 allorché si seppe che lo scrittore americano era ridotto in bolletta ed aveva messo in vendita la propria casa di Key West per pagare i debiti. Ma che dire di John Steinbeck che, sebbene fosse già famoso, ricco e premiato, ebbe ugualmente il Nobel nel 1962? Non sempre quindi l’Accademia di Svezia è stata coerente con le sue scelte e c’è chi dice che l’elenco degli scrittori privati del Nobel include molti personaggi molto piú validi di quello dei premiati dai giudici di Stoccolma.
 
 
 
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