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LIBERTĂ€ SESSUALE
HIV red ribbon
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La lotta all'AIDS come scusa. Quella dell'IPPF

di Marco Respinti
10-12-2010

 

L’UNAIDS è una struttura-ombrello delle Nazioni Unite istituita per combattere l’AIDS, ma oggi è soprattutto la copertura di cui si serve la famosa e famigerata International Planned Parenthood Federation (IPPF), il maggior “abortificio” del mondo, per una nuova offensiva. La campagna, cioè, per eliminare l’obbligo (vige in alcuni Paesi, è allo studio in altri) a cui è tenuta una persona positiva al test HIV d’informare il proprio partner prima di un rapporto sessuale.

L’IPPF lo fa lanciando Behind Bars: Life Stories of People Affected by the Criminalization of HIV, una serie d’interviste a presunti discriminati. Rivelare lo status di salute di una persona, sostiene infatti l’IPPF, significa identificarne delle specificità, cioè indicarne delle differenze, quindi in sostanza discriminarla. «Particolarmente degna di nota», scrivono però Terrence McKeegan e Tyler Ament dal privilegiato osservatorio newyorkese di C-FAM (il Catholic Family & Human Rights Institute guidato da Austin Ruse), «è l’assenza […] di qualsiasi riconoscimento del pericolo che corrono le possibili vittime» di rapporti sessuali “alla cieca”.

Tutto è peraltro cominciato alla Conferenza Internazionale sull’AIDS svoltasi a Vienna dal 18 al 22 luglio, quando l’IPPF ha presentato il programma Criminalize Hate Not HIV di cui fa parte anche Behind Bars. La propaganda avviene attraverso un video (che sul proprio sito Internet l’IPPF mette a disposizione di chiunque). Il filmato (ATTENZIONE: MATERIALE ESPLICITO) inizia con la frase «Ogni giorno, in ogni parte del mondo, milioni di persone fanno sesso». La pronuncia una voce fuori campo sopra uno scenario minimalista di un pugno di persone di ogni razza, colore, religione e sesso. Le immagini scorrono e così le scene di sesso, di rapporti omossessuali, di consumo di alcool e di abuso di droghe. In fondo torna la voce: «L’HIV è un virus non un crimine». Pausa. «Criminalizzate l’odio, non l’HIV». Nessuna menzione della discutibilità di certi comportamenti e della loro oggettiva pericolosità, nessun commento al fatto che rapporti omosessuali, droghe e prostituzione siano indicati dal Center for Disease Control del Ministero statunitense della Salute come i fattori di maggior rischio per la trasmissione del virus. Solo l’idea che la libertà sessuale più totale è un diritto che nessuno può e deve limitare.

Ora, cosa centra l’IPPF con l’UNAIDS?
L’UNAIDS fu ideato nel 1994 e lanciato due anni dopo con il concorso, fra altri, di UNICEF, Banca Mondiale, Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Fondo per la Popolazione (UNFPA), Alto Commissariato per i Profughi (UNCHR), UNESCO, Programma Alimentare Mondiale (WFP) e Programma per lo Sviluppo (UNDP). Il suo coordinamento è composto dai loro rappresentanti più quelli di 22 Stati del mondo e 5 Organizzazioni non governative.
La Conferenza Internazionale sull’AIDS di luglio è stata organizzata da UNAIDS e OMS, e ha dato all’IPPF il palco migliore per il lancio della propria campagna. Insieme UNAIDS e IPPF hanno creato il sito The People Living with HIV Stigma Index, che tiene sotto costante osservazione la “stigmatizzazione” delle persone contagiate dall’HIV.

Prima, all’inizio di marzo, l’IPPF ha pubblicato una guida, Healthy, Happy and Hot: A Young Person's Guide to Their Rights, Sexuality and living with HIV, distribuita durante un simposio promosso alle Nazioni Unite (che sono la “madre” di UNAIDS) dall’Associazione mondiale delle ragazze scout, un simposio “no-adults-welcome” che era parte del convegno annuale della Commissione ONU sulla condizione delle donne. Nella guida (ATTENZIONE: MATERIALE ESPLICITO) si leggono cose così: «Molti pensano che il sesso sia fatto solo di rapporti vaginali o anali… Invece vi sono moltissimi modi diversi di fare sesso e moltissimi tipi diversi di sesso. Non ci sono modi giusti o sbagliati di farlo. Semplicemente divertitevi, esplorate e siate voi stessi!». O altre così: «La masturbazione è un gran modo per conoscere di più il vostro corpo e le cose che trovate sessualmente stimolanti. Mescolate le cose utilizzando toccamenti diversi, da quelli molto delicati a quelli intensi. Parlate o interpretate le vostre fantasie. Dite loro cose sconce».


 
 
 
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