Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

 
   
home | chi siamo| sostienici | contatti | ATTUALITÁ | CULTURA | DOSSIER | RUBRICHE | EDITORIALI
Invia il link ad un amico Chiudi form
  * Campi obbligatori  
email destinatario *  
inviato da *  
     
RIFIUTI
monnezza
apri pdf La
La "monnezza" campana fa felice la Svezia

di Francesco Saverio Alonzo
25-08-2011


Stoccolma. A partire dal mese prossimo, con il sopraggiungere dell’autunno e di temperature notturne sui 9-11 gradi, gli abitanti della città di Halmstad, nel sud della Svezia potranno riscaldarsi, godendo oltre tutto di una riduzione del 20% della spesa, grazie alla "monnezza" proveniente dal Mezzogiorno d'Italia.  La locale società energetica HEM comincerà infatti a bruciare rifiuti provenienti dalla Campania - il primo lotto di 5mila tonnellate proviene da Salerno, secondo quanto comunicato dalla HEM - facendosi pagare profumatamente (40 euro alla tonnellata) e potendo cosí ridurre del 20% le bollette a carico degli utenti.

La "monnezza" italiana rappresenta una fonte di combustibile che fa risparmiare alla società HEM circa 3 milioni di euro all’anno per l’acquisto di cascami di legno, oltre a procurare notevoli introiti per ogni tonnellata di rifiuti immessa nel termovalorizzatore.

Lars Bernhardsen della HEM spiega: «La nostra società brucia circa 30mila tonnellate di rifiuti all’anno e perciò alla prima aliquota di Salerno se ne aggiungeranno altre per un totale, in tre anni, di 60mila tonnellate. Sono esclusi rifiuti organici come resti di cibo e simili. Il trasporto si svolge per mare e quindi con un impatto minimo sull’ambiente. L’energia ricavata dalla combustione dei rifiuti viene distribuita agli utenti di Halmstad sia direttamente come riscaldamento centrale sia come elettricità».

Molte nazioni sono lontane dai metodi sviluppati in Scandinavia per l’utilizzazione di cascami e rfiuti di ogni genere. Ad Halmstad, per esempio, la "monnezza" prima di essere bruciata viene selezionata per il ricupero di materie prime quali vetro, carta, metalli e plastiche che vengono riciclate in appositi impianti. Ed è anche per questa ragione che gli svedesi faticano a capire l’opposizione che si è creata in Italia contro i termovalorizzatori e il riciclo differenziato.

Dice l’ambientalista Roger Orwén: «Oltre tutto si creerebbero nuovi posti di lavoro e l’energia prodotta, tanto per ribaltare il nostro problema rappresentato dal freddo invernale, potrebbe essere utilizzata per alimentare gli impianti di aria condizionata che rischiano talvolta di sovraccaricare le centrali elettriche».

In Svezia, l’impiego dei rifiuti per la produzione di energia si è fortemente sviluppato negli ultimi dieci anni e attualmente sono ben 40 i comuni che possiedono o sono soci di impianti di termovalorizzazione. I piú grandi e moderni si trovano a Stoccolma e a Uppsala, e il consumo annuo di rifiuti a destinazione combustibile si è quadruplicato negli ultimi quattro anni, raggiungendo le 750mila tonnellate, pari al 15% del fabbrisogno totale delle centrali termiche e termoelettriche.

Un  tecnico di Halmstad, Gunnar Svensson, risponde molto poco diplomaticamente alla nostra domanda su cosa pensa dell’importazione di "monnezza" dall’Italia: «Credevo che gli italiani fossero piú furbi. Adesso ci pagano per liberarsi di un problema che li potrebbe invece fare ricchi se lo risolvessero in casa loro. Non dico che siano scemi, ma farebbero meglio a informarsi sull’utilizzo dei rifiuti. Ma come facevano i vostri vecchi? I contadini? Mica buttavano via tutto! E allora imparate da loro!».

Ovviamente la decisione presa il mese scorso dalla società energetica HEM di Halmstad di bruciare la "monnezza" di Salerno (ricavandone 200mila euro per le prime 5mila tonnellate, somma che andrà beneficio degli utenti) ha fatto eco su tutti i mass-media scandinavi e molti comuni svedesi e norvegesi stanno esaminando l’eventualità di accettare - dietro pagamento - i rifiuti provenienti dalla Campania. Ma l’esperienza fatta dalla Germania, che bloccò a suo tempo le importazioni di "monnezza" sospettando un giro di bustarelle e casi di corruzione nella provincia di Napoli, ha messo in guardia le società scandinave che vorranno agire "alla luce del sole, nella piena legalità, e con contratti precisi e corretti" prima di accettare una collaborazione con gli italiani.


 
 
 
Tutti i dossier  
IL CASO ENZO BIANCHI
Un articolo critico di monsignor Antonio Livi sul priore della Comunità di Bose ha provocato una dura reazione del direttore del quotidiano Avvenire, e quindi un dibattito acceso con interventi del direttore di BQ, dello stesso Enzo Bianchi e ancora di Antonio Livi. In questo dossier tutti gli interventi, incluse le numerose lettere di solidarietà a mosnignor Livi e a BQ.
Rubriche
LETTERE IN REDAZIONE
Solidarietà e grazie ad Antonio Livi
Sul caso Enzo Bianchi e il dibattito innescato dall'articolo di monsignor Antonio Livi sulla Bussola Quotidiana, sono arrivate in redazione numerose lettere di solidarietà, di cui pubblichiamo una selezione.
CONTROVENTO
a cura di Riccardo Cascioli
Vacanze
Dopo il disastro della Costa Concordia, adesso anche la Costa Allegra alla deriva. Per l'estate...
APPROPRIAZIONE INDEBITA
“La comunità internazionale deve aiutarci a demarcare il confine tra Sudan e Sud Sudan†dice l’Arcivescovo di Juba
“La situazione non è tranquilla.
La popolazione è molto preoccupata per quello che sta accedendo al confine” dice all’Agenzia Fides mons. Paulino Lukudu Loro, arcivescovo di Juba, capitale del Sud Sudan. E il presidente del Nord Omar al Bashir risponde: "Nessun negoziato con questa gente (i dirigenti del sud, ndr). Con loro negoziamo solo con fucili e proiettili".
BRICIOLE DI APOLOGETICA
La forza di tacere
PRISMA
di Robi Ronza
Il male non è una malattia
Pazzo o sano di mente? Si può essere sani di mente e compiere stragi incomprensibili? Il caso giudiziario di Anders Breivik, l'uomo che in Norvegia lo scorso luglio massacrò 77 persone, sta alimentando un dibattito che mette in crisi la cultura dominante.
OCCHIO ALLA TV
L'uomo che incastrò la mafia
Trent’anni fa moriva Pio La Torre, ucciso dalla mafia in un agguato a Palermo. La sua storia è stata ripercorsa da Giovanni Minoli nell’ultima puntata di “La Storia siamo noi”. trasmissione i cui punti di forza sono l’approccio documentale e le testimonianze dirette dei protagonisti.
 
 
Pescati in rete
«Costituzione ungherese? Riconosce il ruolo importante della Chiesa sotto il Comunismo»
Tempi
Intervista al ricercatore ungherese
András Fejerdy, oggi a Roma per un convegno dedicato alla Chiesa nell'est europeo sotto
il regime. Dichiara a tempi.it: «Volevamo
una nuova Costituzione già dagli anni '90».
 
Siti partner
 
   
LA BUSSOLA QUOTIDIANA CON:
 
http://www.vittoriomessori.it   http://blog.ilgiornale.it/tornielli/   svipop   http://www.marcorespinti.org   http://antoniogiuliano.wordpress.com
   
 
Gli articoli sono coperti da Copyright
Sede Legale via B. Crespi 30/2
20159 Milano
P.IVA 02251390031

| mappa del sito |