Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

 
   
home | chi siamo| sostienici | contatti | ATTUALITÁ | CULTURA | DOSSIER | RUBRICHE | EDITORIALI
Invia il link ad un amico Chiudi form
  * Campi obbligatori  
email destinatario *  
inviato da *  
     
IL CASO
Gianna Jessen
apri pdf Sopravvissuta all'aborto
ma non a Rai 2
Sopravvissuta all'aborto ma non a Rai 2

di Patrizia Fermani Opportuno*
08-02-2012


Qualche tempo fa è stato pubblicato in rete un video nel quale una giovane donna americana, Gianna Jessen, racconta in pubblico la storia dolorosa e straordinaria della propria nascita.  
Gianna, figlia di una giovane di diciassette anni che ha deciso di abortire, è sopravvissuta miracolosamente all’uccisione in utero per avvelenamento salino alla 32° settimana di gestazione. Nelle sue parole c’è ancora, dopo tanti anni, lo shock di chi ha ingaggiato con la morte una lotta sovrumana, di chi ha poi dovuto continuare a lottare, giorno dopo giorno, con la forza della disperazione e la debolezza di risorse fisiche irrimediabilmente compromesse. Una fatica immane nella solitudine del primitivo abbandono.

Nel video americano tiene la scena da sola, in piedi, davanti ad un pubblico attento e silenzioso, in lei c’è una tensione quasi tangibile che, mentre parla, si trasmette e soggioga chi ascolta. Ognuno può rivivere in sé l’orrore di quella inaudita violenza contro un essere debolissimo e indifeso, l’orrore che solo le azioni umane possono produrre. Ma anche ritrovare la pietas per riconoscersi creatura non indegna, non casualmente  gettata in un universo senza senso.
Gianna è questa creatura, innervata del proprio dolore, ma che parla anche di perdono e di speranza, ha pietà per sé e per gli altri, per l’amore mancato.

Il 6 febbraio, con le migliori aspettative di chi vede nella testimonianza di questa donna un’occasione imperdibile di riflessione per tutta la nostra società, Gianna approda alla tv italiana, su Rai 2, nella fascia di intrattenimento postprandiale.

Ma le aspettative vengono presto deluse. Perché qui, ancora una volta,  la chiacchiera come basso continuo, il panem et circenses,  sono la regola di un potere senza gloria e senza destino.
E’ invitata a ripetere la sua storia e lei con semplicità la ripercorre, parlando anche della fede che l’ha sostenuta, dell’amore di Gesù Cristo che l’ha salvata e che le dà la forza di guardare avanti con serenità.

Ma al termine del racconto la commossa presentatrice Bianchetti introduce il parterre di opinioniste che forniranno il contrappunto sociologico alla vicenda.
Infatti, l’emozione e persino il piagnisteo sono raccomandati, ma sempre in funzione di un tracciato di idee che non ammette concessioni alla riflessione spontanea di chi ascolta.
Gianna diventa, in breve, il “prodotto” perfetto per l’emotività a basso costo dell’umanesimo televisivo, condito con il mito euforizzante di chi ce l’ha fatta. La donna ha vinto una scommessa impossibile, è un fenomeno e tanto basti.

Ora è seduta, stretta come una preda tra i sorrisi compiaciuti e vuoti delle ospiti intente al controllo ideologico della sua esibizione. Le è concesso di parlare solo a comando per il confezionamento dell’esca televisiva, mentre le guardiane domatrici hanno sempre lo sguardo rivolto alla telecamera, attente a filtrare, sviare e confondere il senso irriducibile della sua testimonianza pro life.
Le tutrici, eleganti e pettinate, devono pure concedere che l’aborto (ma che orrore questa parola! Usiamo interruzione di gravidanza, please) è una cosa rozza, forse anche un po’ efferata, ma solo se fatto all’americana, al settimo mese e soprattutto se praticato a quel modo, con l’avvelenamento salino. Roba da yankees.
In Italia tutt’altra musica: si pratica fino al terzo mese e con il metodo ben più essenziale dello smembramento, tutt’altro stile, altra civiltà!

E poi, visto l’obbligo (peraltro, introdotto anche in America da uno impresentabile come Bush) di rianimare il sopravvissuto, bisogna premiare giustamente chi ce la fa: è passato nel cerchio di fuoco senza ardere, l’ordalia si è compiuta, merita l’impunità. Chi non sopravvive è perché non lo merita, per lui rimane solo il sacco dei rifiuti ospedalieri o lo scarico del bagno di casa.
Però Gianna non si riconosce nell’eccezione statistica medicalmente assistita: la sua vita di sopravvissuta anche al boia designato e andato in ferie è stata difficilissima, ma, ripete, ce l’ha fatta perché è cristiana e la fede l’ha sorretta.
Questo è troppo. Il messaggio sfugge al controllo.

La psicoterapeuta in rosso forse non può tollerare che lo spirito si metta a condizionare i meccanismi monitorizzati della psiche umana, l’irrazionale non abita al San Raffaele. L’esperta rassicura le menti deboli: è accertato che la fede fa bene e favorisce la vitalità cerebrale. Dorma sonni tranquilli il prometeo borghese che si prefigge di sottoporre la natura ad amministrazione controllata.
Meno male che la Fides et Ratio non la legge nessuno, e tantomeno i preti cedono a certe  pericolose tentazioni.

Rimane il fatto, però, che la macelleria abortiva casalinga e ospedalizzata è poco elegante, un po’ sporchetta, allora dobbiamo evitarla a tutti i costi, anche per mettere a tacere quelli che coltivano il pallino dell’aborto come omicidio e hanno pure l’ardire di negare il diritto della Donna.
La soluzione è evitare la gravidanza, preservativi per tutti, sempre e comunque, a gogò.  Ma Gianna, la nostra ospite e testimone, come la penserà? Meglio non chiedere nulla. La facciamo cantare visto che ha fatto tanta strada e Sanremo è vicina. Di quello che è stato detto forse ha capito poco… ma chi se ne frega.

* Movimento Europeo Difesa Vita
 
 
 
Tutti i dossier  
IL CASO ENZO BIANCHI
Un articolo critico di monsignor Antonio Livi sul priore della ComunitĂ  di Bose ha provocato una dura reazione del direttore del quotidiano Avvenire, e quindi un dibattito acceso con interventi del direttore di BQ, dello stesso Enzo Bianchi e ancora di Antonio Livi. In questo dossier tutti gli interventi, incluse le numerose lettere di solidarietĂ  a mosnignor Livi e a BQ.
Rubriche
LETTERE IN REDAZIONE
SolidarietĂ  e grazie ad Antonio Livi
Sul caso Enzo Bianchi e il dibattito innescato dall'articolo di monsignor Antonio Livi sulla Bussola Quotidiana, sono arrivate in redazione numerose lettere di solidarietà, di cui pubblichiamo una selezione.
CONTROVENTO
a cura di Riccardo Cascioli
Vacanze
Dopo il disastro della Costa Concordia, adesso anche la Costa Allegra alla deriva. Per l'estate...
APPROPRIAZIONE INDEBITA
“La comunità internazionale deve aiutarci a demarcare il confine tra Sudan e Sud Sudan” dice l’Arcivescovo di Juba
“La situazione non è tranquilla.
La popolazione è molto preoccupata per quello che sta accedendo al confine” dice all’Agenzia Fides mons. Paulino Lukudu Loro, arcivescovo di Juba, capitale del Sud Sudan. E il presidente del Nord Omar al Bashir risponde: "Nessun negoziato con questa gente (i dirigenti del sud, ndr). Con loro negoziamo solo con fucili e proiettili".
BRICIOLE DI APOLOGETICA
La forza di tacere
PRISMA
di Robi Ronza
Il male non è una malattia
Pazzo o sano di mente? Si può essere sani di mente e compiere stragi incomprensibili? Il caso giudiziario di Anders Breivik, l'uomo che in Norvegia lo scorso luglio massacrò 77 persone, sta alimentando un dibattito che mette in crisi la cultura dominante.
OCCHIO ALLA TV
L'uomo che incastrò la mafia
Trent’anni fa moriva Pio La Torre, ucciso dalla mafia in un agguato a Palermo. La sua storia è stata ripercorsa da Giovanni Minoli nell’ultima puntata di “La Storia siamo noi”. trasmissione i cui punti di forza sono l’approccio documentale e le testimonianze dirette dei protagonisti.
 
 
Pescati in rete
«Costituzione ungherese? Riconosce il ruolo importante della Chiesa sotto il Comunismo»
Tempi
Intervista al ricercatore ungherese
András Fejerdy, oggi a Roma per un convegno dedicato alla Chiesa nell'est europeo sotto
il regime. Dichiara a tempi.it: «Volevamo
una nuova Costituzione già dagli anni '90».
 
Siti partner
 
   
LA BUSSOLA QUOTIDIANA CON:
 
http://www.vittoriomessori.it   http://blog.ilgiornale.it/tornielli/   svipop   http://www.marcorespinti.org   http://antoniogiuliano.wordpress.com
   
 
Gli articoli sono coperti da Copyright
Sede Legale via B. Crespi 30/2
20159 Milano
P.IVA 02251390031

| mappa del sito |